
Una serie di vantaggiosi bandi e incentivi pubblici si rivolgono alle realtà produttive a agevolano la transizione verso paradigmi all’insegna di tecnologia, ambiente e innovazione.
Le Istituzioni comprendono le potenzialità di asset industriali aggiornati come presupposto di competitività e – almeno a giudicare dagli incentivi per l’anno in corso – il 2023 potrebbe essere il momento della svolta per piccole e medie imprese alla ricerca di strumenti di credito per compiere un passo in più verso la modernizzazione del parco macchine esistente.
Elencare bandi e incentivi pubblici previsti può restituire un quadro di queste opportunità, in ventaglio di ambiti e settori come green economy, ricerca e sviluppo, industria 4.0 e formazione.
Partendo proprio dall’innovazione, il Credito d’Imposta per Beni Strutturali 4.0 è in vigore fino al 30 settembre 2023: una serie di vantaggi finalizzati a tutti nuovi acquisti in beni strumentali 4.0, che si traducono in un credito d’imposta del 20% sul valore imponibile.
Ricerca e sviluppo godono di un bando dedicato, che si estenderà lungo tutta la durata del 2023. Agevolazioni aperte per progetti di R&D e innovazione a 360° in una logica omnicomprensiva che include tecnologia, digitale e sviluppo green. Credito d'Imposta permetterà il recupero di alcune spese che impattano il costo del personale, con un ritorno stimato attorno al 10% ed è attivo anche su servizi di formazione 4.0, nell’ottica di rendere sempre più aggiornati e performanti i professionisti alla prese con tecnologie industriali d’alto profilo. L’incentivo non è stato prorogato nel 2023, ma è possibile usufruirne qualora si abbia investito risorse in questo tipo di attività nell’anno precedente, con un ritorno fino al 50% sui costi ammissibili.
Infine, grandi opportunità anche per quelle imprese che hanno effettuato un investimento 4.0 attraverso strumenti di leasing o prestito: è la “Nuova Sabatini” e prevede un contributo in un’unica tranche fino a 200.000 € che si sommano ad altri 200.000 in più quote annuali.
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