
Una delle principali caratteristiche di un carrello frontale è la presenza del sollevatore, chiamato anche montante, colonna o castello: fa parte del gruppo di sollevamento del carrello, che permette di sollevare e movimentare le merci, che a sua volta è composto da un montante fisso, in cui scorrono uno o più montanti mobili, una piastra porta forche, i cilindri e le catene.
Ogni montante è costituito da 2 profili laterali, uniti tra loro da 2 o più traverse. In funzione del tipo di sollevatore, uno o più montanti mobili scorrono tra loro e all’interno di quello fisso, per mezzo di rulli. Il montante fisso è collegato alla macchina tramite un supporto che, grazie ai cilindri di brandeggio, ne permette l’inclinazione di alcuni gradi.
Dal punto di vista delle portate, esistono diversi tipi di montanti, con carichi da 500 kg fino a 32 ton e baricentri compresi tra 500 e 1200 mm.

Un’immagine che mostra i cilindri di brandeggio di un carrello frontale.
Le tipologie di montanti
In base alle loro caratteristiche, i montanti sono divisi nelle seguenti tipologie.

Un carrello frontale con montante duplex ad alzata libera e uno con montante triplex.
Le misure dei montanti
Le misure delle altezze e degli ingombri dei montanti sono indicate secondo le seguenti modalità.
h1: altezza del montante con forche a terra.
h2: alzata libera (la massima altezza raggiungibile dalle forche senza generare una variazione in altezza del montante).
h3: corsa delle forche (sollevamento – spessore forche).
h4: ingombro montante all’elevazione massima.
s: spessore forche.
h3+: massimo sollevamento delle forche.

(informazioni tratte da: Francesco Pampuri, Il carrello elevatore frontale. Guida alla vendita, GFG editore)
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